Milan : Sono sempre i soliti nomi

La crisi è ovunque, anche nel calcio, ed il modo più semplice e diretto di prenderne visione è quello di notare come le società siano preda di una patologica paura di rischiare. Si tratta di una forma atavica, che ci portiamo dietro da decenni, o forse da sempre, è proprio un fattore culturale che si propaga in tutti gli ambiti.

Non siamo mai propensi a cambiare, ad accantonare il vecchio per il nuovo, ci fidiamo soltanto di ciò che conosciamo da anni, non pensiamo (o non riusciamo a vedere) che forse si sta logorando irrimediabilmente, il nostro unico pensiero è che non sappiamo se il nuovo funzionerà, e quindi non ce la sentiamo di rischiarlo.

Gli italiani sono per il figliol prodigo, o per la minestra riscaldata, a dirla malignamente. Ed ecco che la Juventus, alla ricerca di un difensore centrale, riporta tra i suoi ranghi Fabio Cannavaro, 36 anni; ora si parla nuovamente della possibile partenza di Ranieri, che potrebbe essere tenuto fino al 2010, e chi è il candidato a sostituirlo? Ma Marcello Lippi, ovviamente.

Eppure basterebbe un po’ di storia per capire che, soprattutto per gli allenatori, l’operazione “rientro” non da quasi mai dei buoni frutti; basti pensare al secondo Sacchi al Milan, al secondo Capello sempre al Milan. Solo Lippi alla Juve funzionò, ma non con lo stesso entusiasmo che aveva suscitato la sua prima esperienza.

Se i  dirigenti avessero un po’ di memoria storica, non potrebbero non ricordare che i periodi di successo furono aperti da scelte rischiose, a volte anche impopolari. Sacchi, Capello e Lippi. Questi tre grandi allenatori dell’ultimo ventennio di calcio italiano sono entrati dalla porta di servizio, senza un grande curriculum alle spalle. Il Milan e la Juventus si presero questo rischio, e raccolsero i frutti. Non sempre funziona (vedi Maifredi), ma quando succede se ne continua a parlare come esempio ancor molto, negli anni a seguire, proprio come stiamo facendo ora.

E vogliamo pensare che Allegri, Ballardini, Donadoni, Gasperini siano tutti dei novelli Gigi Maifredi?

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