INTER-Juventus 1-1

  • “C’è solo l’Inter”, l’inno scritto da Elio e dedicato all’Avvocato (che, per noi Interisti, non può che essere il mitico Peppino Prisco) mette i brividi, perché è reale, è vero. In settimana, proprio alla presentazione del brano, Massimo Moratti ha detto che “l’Inter è una squadra cardiaca”: niente di più esatto.
    Ma stasera, c’è la Juventus. La Juve. Non mi piace nulla della Juve: i dirigenti, i colori, lo stadio, i giocatori (fino a quando non cambiano casacca), l’allenatore, la bacheca … soprattutto l’allenatore e la bacheca.
    Il “Meazza” indossa lo smoking, nessuno di noi vuole perdersi la festa. C’è stata, però, troppa euforia in questa vigilia: tutti a dire del possibile e clamoroso -7 in classifica, il solo Lippi ha ricordato che con una vittoria della sua squadra- impensabile per noi – lo svantaggio si sarebbe ridotto ad un punto.
    Ecco, squadre in campo, fuochi d’artificio, ci siamo!

  • Neanche due minuti e Tudor, con una voleè, ci fa sudare freddo. Mamma mia, come pressano i Gobbi! E i nostri? La solita Inter di quest’inizio stagione: lanci lunghi, poche idee, troppo traffico in centro… sì, qualche break lo piazziamo, soprattutto con “L’Ultima Ideologia” (per dirla come il grande Paolo Viganò, colui che penso abbia inventato questo calzante slogan). Come chi è? Il Chino, il numero 20, Alvaro Recoba è lui a prendere per mano la squadra e a trascinarla nella metà campo avversaria con classe e rabbia. Bobo (Vieri) è un po’fermo, impacciato, ma è sempre Bobo; Crespo, invece, si dimena quanto Cuper, ma, obiettivamente, combina poco o nulla. Il primo tempo si trascina tra un allungo di Nedved e  un dribbling del Capitano, una finta di Del Piero e un anticipo di Materazzi.
    La grinta e la voglia della Juve contribuisce in maniera determinante a tenermi sveglio.

  • Secondo tempo.
    Ma perché Cuper non cambia mai nessuno nell’intervallo?
    Gigi (Di Biagio) morde, Coco sembra dare cenni di risveglio, Saverio è sempre un grande, ma sono sempre i bianconeri a fare la partita. Un fantastico tiro di Del Piero, dal limite dell’area, fa capire ai più critici perché è Toldo il portiere titolare e non, il pur bravissimo, Jimmy Fontana. Rispondiamo con una fuga di Zanetti, cross perfetto fuori dall’area piccola, Crespo in tuffo impatta con la testa, ma spara clamorosamente alto. Un tifoso dietro di me, rievoca il fantasma di Ronaldo, ricordando come il brasiliano avrebbe segnato quel gol, anche con parti meno nobili del corpo …
    Riparte la Juve, Camoranesi si traveste da Beckham, ne fa fuori tre con esemplare gioco di gambe e la dà al Matador, tutto solo davanti a Toldone che chiude ancora una volta, incredibilmente, la porta. Le squadre si sono allungate e la partita diventa più divertente – per gli sportivi -, più eccitante e pericolosa – per noi tifosi. Tocca a noi, il Chino lancia Bobo sul filo del fuorigioco, Tritolo tenta di saltare Buffon che gli porta via la palla, ma che viene, a sua volta, portata via da Crespo, che a porta vuota, spara sul palo! Penso che il tifoso seduto una fila più indietro, si sia ricordato anche Ronie aveva preso un palo così, salvo poi metterla dentro, ma ha avuto il buon gusto di tacere …
    Non ho ancora parlato dell’arbitro in Inter-Juve?! Ecco: Camoranesi in area, contatto dubbio con Coco, rigore. “Me lo ha detto lui!” dice Collina a Toldo, indicando il guardialinee, lo stesso Collina che qualche anno fa se ne fregava di ciò che diceva il collaboratore e non convalidava il gol di Ganz nella stessa partita e nello stesso stadio. Tira Del Piero. Gol.
    La gente inizia a tornarsene a casa. È il minuto 41. Ecco dove sbagliate, ragazzi! Possibile che dopo tanto tempo non conosciate ancora l’Inter? Dopo le espulsioni di Morfeo e Conte, la partita arriva al minuto 5 di recupero con corner per l’Inter, è l’ultima possibilità. Sale anche Toldo. Batte Emre, confusione totale, Materazzi su Buffon, Vieri su Buffon, rimpalli, Toldo tocca la palla, Vieri la sfiora, gol. Delirio. Pazzìa. Proteste bianconere. Inter. C’è solo l’Inter.

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