Assassin’s Creed 2 – More is Less

Il fatto che nel seguito di Assassin’s Creed il protagonista abbia due lame retrattili ai polsi invece che una dice molto riguardo il gioco stesso. Si tratta di una novità in fondo piccola e senza grosse conseguenze, ma è un perfetto simbolo delle differenze fra Assassin’s Creed e il seguito. In fondo il primo episodio era un gioco con delle ottime basi che non venivano poi sfruttate al meglio. Dalla folla come ostacolo e vantaggio, allo stealth leggero ma intrigante, fino al meccanismo dell’investigazione e degli assassinii, Assassin’s Creed aveva tante buone idee ma finiva per farti fare le stesse cose in continuazione.

Invece di ripensare il design delle missioni o rifinire lo stealth, Ubisoft Montreal è andata in una direzione diversa: ha espanso a dismisura tutto. Prima c’era la possibilità di raccogliere armi dai nemici? Ora ci sono decine di armi da aquistare in negozi in tutte le città. In passato c’era un’evoluzione del personaggio man mano che il gioco si dipanava? Adesso si possono comprare potenziamenti, armature, raccogliere oggetti che aumentano la salute, usare pozioni…

In Assassin’s Creed 2 tutto è ipertrofico, tutto è complesso, stratificato, upgradabile. In passato ho visto dei seguiti andare in questa direzione. A volte anche con risultati ottimi. In questo caso, però, si arriva a livelli assolutamente fuori da ogni logica. L’interfaccia di Assassin’s Creed 2 è densa di icone, simboli, messaggi che ti ricordano che puoi fare questo, che dovresti fare quello, che devi ricordarti di non fare quell’altro, che lì sta succedendo qualcosa, che puoi raccogliere cento di questi oggetti, venti di quest’altri… e così via. Spesso anche solo la mappa è così piena di simboli da oscurare le vie della città. Per non parlare delle icone a schermo che se la giocano con quelle di un simulatore di volo in quanto a occupazione abusiva della superficie.

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