Assassin’s Creed 2 – More is Less , fine

La cosa ancora più fastidiosa è che questa bulimia di elementi, azioni che si possono compiere, missioni disponibili va spiegata al giocatore. Se pensavate che un tutorial non potesse superare le cinque ore, Assassin’s Creed 2 vi mostrerà che è possibilissimo. Anche se ci si diverte abbastanza, anche se la storia cattura e l’atmosfera rapisce, resta il fatto che neanche in Oblivion si aveva questa sensazione di imparare costantemente cose nuove, sempre. Il risultato è un ritmo spezzettato e frammentario. Come quando si va in auto con qualcuno che sta imparando a guidare e continua ad accelerare e frenare tutto il tempo, Assassin’s Creed 2 dà un poco una sensazione di nausea.

Si vorrebbe giocare per più di dieci minuti senza una cut-scene, per quanto interessante e ben fatta. Si vorrebbe far qualcosa senza dover per forza seguire una scia di segnalini sulla mappa. Si vorrebbero organizzare azioni, agguati e furti per i cazzi propri. Invece no. Il gioco non si fida mai di te, e ti trascina tenendoti per mano. Perché senza una cut-scene che fa avanzare la storia ogni cinque minuti potresti annoiarti, senza un segnalino che ti dica che l’operazione di assassinio inizia lì, continua là e finisce laggiù potresti perderti.

Assassin’s Creed 2 è un po’ l’anti-Uncharted 2. Se da una parte c’è un seguito che migliora ciò che era l’originale senza stravolgerlo e rifinendo tutto il più possibile, dall’altro c’è un solo comandamento: “di più, di più, di più!”. Da una parte c’è un’attenzione maniacale al ritmo, dall’altra la speranza che a tirare in faccia al giocatore centoquaranta elementi ci sia una buona probabilità che qualcosa gli piacerà.

Questo fa di Assassin’s Creed 2 un brutto gioco? Assolutamente no, ma a sette/otto ore di gioco dall’inizio non vedo l’ora che il gioco mi lasci giocare.

Previous Entries Assassin's Creed 2 - More is Less Next Entries FIFA torneo : Italia - Bielorussia 1-1